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Jacopo della Quercia ospite a Ripatransone: tracce di scultura toscana tra Emilia e Marche.

Jacopo della Quercia ospite a Ripatransone: tracce di scultura toscana tra Emilia e MarcheRipatransone, 28 giugno 14 settembre 2008

La mostra è nata da uno scambio culturale tra la città di Ferrara e i Musei Sistini del Piceno. A fronte del prestito del reliquiario di Montalto alla mostra Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, allestita presso il Palazzo dei Diamanti dal 23 settembre 2007 al 6 gennaio 2008, i Musei Sistini hanno ottenuto di poter ospitare nella città di Ripatransone la Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia (Siena, 1370 circa – 1438), custodita nel Museo della Cattedrale di Ferrara.

L’opera, eseguita nel 1407, è considerata uno dei capolavori del grande scultore toscano la cui rara forza espressiva aprirà il terreno al genio di Michelangelo che ne ammirò e ne studiò la produzione.

L'occasione di apprezzare l’opera fuori dalla sua sede storica ha permesso di esporre accanto ad essa un piccolo ma importante nucleo di sculture in pietre, legno e terracotta che consentono di ripercorrere alcuni aspetti della scultura toscana nell'Italia adriatica nel corso del Quattrocento. Alcuni dei pezzi sono inediti e si espongono per la prima volta in questa occasione.

Fra le quindici opere in catalogo si trovano un Santo guerriero in pietra, proveniente da collezione privata ed una Madonna annunciata in legno, entrambi riferiti alla mano di Jacopo della Quercia; una Santa Caterina da Siena e un San Giovanni Battista, opere di artisti molto vicini al maestro, nonché una splendida Madonna col Bambino in pietra di Bartolomeo Bon, scultore veneziano che sentì profondamente l’influenza di Jacopo della Quercia. Si possono ammirare, inoltre l’Annunciata di Sant’Angelo in Vado che in passato fu attribuita a Lorenzo Ghiberti, autore della celebre porta del Paradiso nel battistero di Firenze, due splendide Madonne in cartapesta uscite dalla bottega di Antonio Rossellino.

Si segnalano, poi, una superba e poco nota Madonna in terracotta di Nanni di Bartolo, artista che realizza nelle Marche l’elaborato portale della basilica di San Nicola a Tolentino. Chiude la mostra la ricostruzione della grande pala d’altare in terracotta invetriata che fra Mattia della Robbia, epigono della celebre dinastia fiorentina, lascia a Ripatransone, a suggello di un rapporto continuativo e ben consolidato fra le due regioni.

 

Sacri Legni, Sculture dal Fabriano e dalla Marca Picena Sacri Legni, Sculture dal Fabriano e dalla Marca Picena

Montalto Marche, 22 aprile - 17 settembre 2006

La mostra, allestita presso il Museo Sistino di Montalto lungo il normale percorso di visita, è stata il frutto di un complesso lavoro di ricerca. Come evidenziato dal catalogo (aperto da un saggio di Alessandro Marchi e corredato da scritti di don Vincenzo Catani, Paola Di Girolami, e da schede critiche compilate da Gabriele Barucca, Claudia Caldari, Paola Di Girolami, Giampiero Donnini, Alessandro Marchi, Cristiano Marchigiani, Benedetta Montevecchi e Massimo Papetti), vi hanno trovato posto prevalentemente sculture lignee, ma anche dipinti e lavori di oreficeria presenti nel territorio. Lo scopo è stato quello di far conoscere e valorizzare creazioni spesso inedite, collocate in località di difficile accesso e provvidamente restaurate.

Tra gli oltre 35 pezzi esposti si segnalano il raro Cristo tunicato di Force, il gruppo ligneo dell’Adorazione dei Magi conservato presso il Vescovado di Fabriano, messo a confronto per la prima volta con la Madonna e Gesù bambino della collezione Salander-O’Reilly di New York, riferita allo stesso ambito dei Magi, cui è stata affiancata la Madonna dell’Umiltà di Francescuccio Ghissi, custodita a Montegiorgio, che costituisce in qualche misura l’equivalente pittorico del gruppo; il San Sebastiano di Tofe di Montemonaco, riferibile alla bottega di Domenico Indivini di Sanseverino; il San Bartolomeo di Foce il Sant’Alessio di Monsampolo; il busto di San Giacomo della Marca, datato 1615, che si deve a un anonimo napoletano del Seicento e si osserva nel Santuario di Santa Maria delle Grazie di Monteprandone; l’Angelo Custode di metà Seicento che proviene da Montemonaco e l’espressivo San Gaetano da Thiene di Ascoli, scolpito su disegno di Lazzaro Giosafatti (secolo XVIII).

 

Da Parigi a Montalto. Capolavori dai musei del Louvre e di ClunyDa Parigi a Montalto. Capolavori dai musei del Louvre e di Cluny

Montalto Marche, 27 marzo - 18 luglio 2004

La mostra nasce dalla richiesta di prestito del reliquiario sistino da parte del Museo del Louvre, in occasione della mostra Parigi 1400: le arti al tempo di Carlo VI (Paris, Musée du Louvre, 22 marzo – 12 luglio 2004). L’operazione ha consentito di poter esporre a Montalto tre straordinarie opere fortemente legate al territorio marchigiano da cui partirono, nel corso dell’Ottocento, in seguito allo smembramento di prestigiose raccolte private. Si tratta di una tavoletta raffigurante Cristo deposto sorretto dagli angeli di Carlo Crivelli, una Madonna del Soccorso del pittore monterubbianese Giovanni Pagani, padre del più noto Vincenzo, e di una croce astile dell’orafo ascolano Pietro Vannini, annoverato dal Bertaux “fra i più grandi orefici del Rinascimento”: le prime due conservate nel Museo del Louvre, la terza esposta nel Musée national du Moyen Age di Cluny.

Per la prima volta, dopo oltre un secolo e mezzo, questi piccoli capolavori, poco noti e non sufficientemente considerati dalla critica sino a tempi recenti, sono tornati sotto lo stesso cielo che ne vide la realizzazione, accompagnando la grandezza dei loro artefici al di là degli orizzonti marchigiani.

Dalle schede di catalogo, compilate da Alessandro Marchi, Benedetta Montevecchi, Walter Scotucci e Paola Pierangelini emerge non soltanto una sintesi aggiornata di quanto scritto negli ultimi anni, ma anche nuove considerazioni critiche destinate a chiarire aspetti non secondari dell’arte nella regione.

 

 

 

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